120 Anni dell’Industria Ferroviaria a Pistoia
Sale Affrescate del Comune di Pistoia
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Gli anni ’70 risentirono dei movimenti culturali e delle agitazioni che scossero l’intero mondo occidentale. La voglia di smantellare i vecchi sistemi, rinnovare le istituzioni e sfidare le convenzioni sociali era stato l’imperativo. Con le conquiste operaie, ottenute con le lotte sindacali, gli animi si erano pacati anche all’interno del nuovo stabilimento cittadino. La dirigenza aziendale attuò una profonda riorganizzazione, intenzionata a guadagnare nuovi mercati anche oltre oceano, ritenendo che questi avrebbero portato grande prestigio.
L’opportunità arrivò nel 1978 con il contratto per la fornitura di 48 Light Rail Vehicles (metropolitane leggere) per la GCRTA di Cleveland in Ohio (foto 023). La fornitura fu il banco di prova per tutti i comparti aziendali. Si iniziò nel dover leggere e tradurre tutti i documenti in inglese, per renderli fruibili a tutto il personale interessato alla commessa, e interagire con gli amministratori e i tecnici del committente. Per poter rispettare il “Buy American Act”, legge per la quale oltre il 50% del valore del veicolo doveva avere provenienza americana, furono di non facile acquisizione anche gli apparati da installare sul veicolo. Fu il primo contratto in cui la Breda, affrontò la progettazione in piena autonomia e riuscì a rendere velocemente operative e costantemente approvvigionate le linee di montaggio. Il solo “banale” fatto di dover utilizzare viteria in pollici comportò attrezzare di nuovo tutte le stazioni di lavoro. Circa 3000 disegni furono prodotti usando lapis e inchiostro di china su fogli di carta lucida (foto 024, 025, 026), ognuno dei quali doveva essere riprodotto, con sistemi eliografici, in più copie, da far pervenire ai tecnici del team GCRTA per l’approvazione, che si otteneva, mediamente, 30 giorni dopo l’invio: i pacchi dei documenti viaggiavano a mezzo posta e impiegavano 10 giorni solo per giungere a destinazione. Una volta confermati gli elaborati, come per un qualsiasi progetto, venivano trasformati in schede di lavoro, dall’ufficio produzione “spogliando” i disegni e rendendoli realizzabili dalle varie aree dell’officina.
Le varie fasi costruttive erano seguite giornalmente dagli ispettori americani con controlli e rigidi collaudi. Compito dei tecnici era anche quello di produrre le “specifiche tecniche,” nelle quali venivano riportate le caratteristiche dei componenti da utilizzare per la richiesta delle offerte ai fornitori. Le relazioni di calcolo, riferiti all’intera struttura o a parti di essa, erano eseguiti a mano da tecnici specialisti, utilizzando gli strumenti al tempo in dotazione: il regolo calcolatore e le primordiali calcolatrici scientifiche. Anche comunicare, telefonicamente o a mezzo fax con il cliente, non era cosa semplice, spesso necessitava fissare un appuntamento e/o trattenersi al lavoro fino a tarda ora. Con il sistema telex la trasmissione era più rapida, la macchina ricevente trasformava il testo in un nastro perforato, che poteva poi essere utilizzato per trasmettere il medesimo scritto ad altri indirizzi, ma veniva usato quasi esclusivamente per l’invio di documentazione di tipo commerciale. Il trasferimento dei tram e l’apertura di un cantiere Breda oltre oceano furono sfide commerciali e tecniche che misero alla prova dirigenza e tecnici.
A tal proposito fu necessario: allestire un sito operativo dove completare ed eseguire le prove per la” messa in servizio” del veicolo, prima della consegna definitiva al cliente e studiare un mezzo stradale speciale (foto 022), dotato di un considerevole numero di ruote per sostenere il peso del veicolo, circa 38.000 kg., e attrezzato con rotaie su cui appoggiare i carrelli del tram. Il mezzo stradale veniva così trasferito sulla nave per, nel porto di destinazione, essere agganciato a una motrice e consegnato al cantiere.
L’avventura americana con la contemporaneità costruttiva dei progetti consolidati come, le metropolitane per Milano (foto 018) e Roma (foto 019), gli autobus del Consorzio INBUS (foto 020 e 021), le carrozze ferroviarie per FS, produsse una eccitazione benefica all’interno dell’azienda che portò alle acquisizioni di altre importanti commesse americane.