logo_glabcf_1_riga.png

120 Anni dell’Industria Ferroviaria a Pistoia

Sale Affrescate del Comune di Pistoia

Pannello BCF5
pannello_bcf5.jpg
Titolo............: Tanta passione e tanto entusiasmo - anni '80 - tav.2
Descrizione: Gli anni '80 furono caratterizzati da tanta passione in ogni campo, motivata dalla sensazione che tutto fosse possibile e che il futuro sarebbe stato migliore del presente. Anche nei luoghi di lavoro si respirava questo clima e, da una parte, si conducevano ricerche, anche ardite, e dall'altra i sindacati, molto forti in quegli anni, portavano i lavoratori nelle piazze a rivendicare migliori condizioni di lavoro e salari più alti. I lavoratori della Breda Costruzioni Ferroviarie non furono un'eccezione, come dimostrano alcune foto scelte in un archivio molto ben documentato della CGIL di Pistoia. Nel campo lavorativo, dopo il successo dell'LRV per Cleveland, fu acquisito un nuovo importantissimo contratto negli USA: per la fornitura di metropolitane a WMATA di Washington. Fu un'iniezione di entusiasmo, non solo per il valore economico della commessa, ma anche perché rappresentava una sfida per tutti i settori dell'azienda. Un prodotto progettualmente tutto nuovo, con normative americane da rispettare una metodologia innovativa per la gestione dei fornitori degli equipaggiamenti (molti stranieri), per l'utilizzo della lingua inglese sui documenti tecnici e nelle contrattazioni, per i cantieri da installare per la consegna dei veicoli. Con determinazione della direzione aziendale e tutte le maestranze i veicoli furono prodotti e consegnati con successo. (Complessivamente 466 unità).
Autore..........: Gruppo Lavoratori Anziani Breda Costruzioni Ferroviarie
Data.............: 2025

Licenza testi, impaginazione e grafica: Creative Common CC BY-NC-ND 4.0

Approfondimenti:

All’inizio degli anni ’80 Breda Costruzioni Ferroviarie si aggiudicò un importantissimo contratto negli Stati Uniti per la realizzazione di nuovi veicoli per WMATA, l’Authority che gestisce l’intera rete della metropolitana di Washington. Il contratto fu ritenuto di grande impegno e rilevanza. In primis perché un prodotto “pistoiese” avrebbe innovato la mobilità cittadina della capitale degli USA; inoltre per la quantità dei veicoli da costruire. Inizialmente furono 76, ma WMATA, pienamente soddisfatta, allo scadere del primo contratto, assegnò a Breda una serie di opzioni che portarono a 464 il numero totale delle unità da consegnare. Infine per le dimensioni considerevoli delle casse: 23 metri di lunghezza e 3 metri di larghezza (circa).

Tutti i dipendenti fronteggiarono la sfida, esprimendo al meglio la loro professionalità. L’intera flotta fu costruita nella fabbrica pistoiese e i veicoli, trasportati a Livorno su speciali carrelli, venivano imbarcati per essere trasferiti nel cantiere allestito ad Alexandria, nei pressi di Washington (foto 045). Sul territorio americano venivano effettuati i completamenti costruttivi e le necessarie prove funzionali prima della consegna definitiva al cliente (foto 046).

Il progetto fu sviluppato interamente dai tecnici aziendali. L’elaborazione dei carrelli, bimotorici con captazione della corrente dalla terza rotaia (foto 044), interessò gli specialisti degli uffici tecnici. La cassa a sezione trasversale complessa, con fiancate curve nella parte inferiore e inclinate in quella superiore e realizzata con estrusi di lega leggera (foto 043), impegnò l’area degli strutturisti che, forti dell’esperienza maturata dalla costruzione delle metropolitane di Milano e Roma, superarono brillantemente gli ambiziosi requisiti contenuti nel capitolato del cliente.  Per ottemperare alla clausola riguardante la resistenza all’impatto frontale, gli stessi tecnici realizzarono la parte anteriore del telaio in acciaio e misero a punto una valida soluzione di unione acciaio-lega leggera.  Gli impiantisti si trovarono invece a fronteggiare l’integrazione di tutti i sistemi, fra i quali: la trazione con il sistema della frenatura meccanica, la gestione e controllo delle porte, l’alimentazione e gestione dei sistemi riscaldamento e raffrescamento, l’impianto di illuminazione, il sistema informazioni ai passeggeri e la diagnostica di bordo. La richiesta di una finitura esterna della cassa, spazzolata anziché verniciata, impegnò i tecnici dell’area produzione. Questo requisito conferiva alle vetture un particolare aspetto lucido, metallico, avveniristico, mantenuto nel tempo attraverso una specifica attività di lavaggio dei mezzi, che doveva avvenire con cadenza settimanale con detergenti appositamente selezionati. Si capì che per spazzolare uniformemente una struttura di tali dimensioni non ci si sarebbe potuti affidare solo a spazzolatrici pneumatiche manuali. Fu studiata e realizzata un’apposita stazione di lavoro a spazzole rotanti semoventi, controllate da remoto, che coprivano tutta l’area esterna della cassa.

Un ulteriore aggravio di lavoro per i tecnici Breda fu il controllo continuo del peso poiché il veicolo non doveva superare il valore imposto dal capitolato, pena la non accettazione del mezzo. Fu predisposta una procedura dedicata, con la quale veniva verificato il peso di ogni singolo componente, nonché quello complessivo, con cadenze temporali opportunamente stabilite. Analoga attività fu messa in atto per gestire le tempistiche delle attività progettuali e di produzione. Ogni operazione doveva essere eseguita nei tempi prestabiliti e azioni correttive venivano introdotte nel caso di ritardi non evitabili. Entrambe le nuove metodiche di gestione si rivelarono energie ben impiegate che fecero crescere il livello qualitativo dell’azienda pistoiese, in modo considerevole.

All’inizio degli anni ’80, con l’acquisizione delle commesse americane, i dipendenti Breda presero contatto con persone, di lingua, ma anche di razza diversa e si passò ben presto a una condizione di convivenza serena e senza pregiudizi. La frequente presenza a Pistoia della signora Carmen Turner, di colore, che era la massima carica della WMATA, indusse i pistoiesi a riflettere sulle questioni del lavoro femminile e della differenza di razza, molto in anticipo rispetto a tanti italiani che si troveranno a considerare queste problematiche più avanti nel tempo.

In quegli anni non mancarono manifestazioni sindacali che portarono i dipendenti della Breda per le vie cittadine. Alcune rivendicazioni furono indette dai sindacati, per migliorare le condizioni lavorative (foto 041, 042), altre per protestare contro i ritardi delle Regioni nell’applicazione del Piano Nazionale dei Trasporti del 1981. Tale Piano avrebbe dovuto sbloccare l’acquisto, da parte delle regioni e delle municipalizzate, di un considerevole numero di autobus. Breda, in attesa dello sblocco, preferì non fermare la produzione (foto 038) e mise nei piazzali una quantità non indifferente di mezzi, che rimanendo lì parcheggiati per mesi arrecarono un ingente danno economico all’azienda. Non mancarono neppure assemblee e cortei a sfondo politico, una su tutte la celebrazione dell’anniversario dell’uccisione, avvenuta nel 1948, di Ugo Schiano, già dipendente della San Giorgio (foto 039, 040).