120 Anni dell’Industria Ferroviaria a Pistoia
Sale Affrescate del Comune di Pistoia
Licenza testi, impaginazione e grafica: Creative Common CC BY-NC-ND 4.0
Estratto da: Le immagini delle Officine Meccaniche San Giorgio dopo i bombardamenti del gennaio 1944 di Andrea Ottanelli in “Storialocale” n° 34, Gli Ori, 2019
La città di Pistoia subì gli effetti dei bombardamenti alleati in un periodo compreso tra l’ottobre del 1943 e il gennaio del 1944 [1].
La prima incursione aerea si ebbe nella notte del 24 ottobre, la seconda il 26 dicembre seguite da quelle del 3, 15 e 18 gennaio 1944 [2].
L’area particolarmente colpita fu quella a sud della città, dove si trovavano i principali obiettivi strategici e cioè gli impianti della Stazione Ferroviaria e le Officine San Giorgio con lo stabilimento e la sezione aeronautica con il campo di volo, ma furono colpite anche vaste aree del centro cittadino con numerose vittime e la distruzione di abitazioni, edifici religiosi e opere d’arte [3].
La San Giorgio fu bombardata una prima volta il 26 dicembre con conseguenze limitate al campo di volo [4] ma i danni maggiori si ebbero con l’incursione delle ore 13 del 18 gennaio 1944 [5] durante la quale furono distrutti quasi tutti i capannoni insieme agli impianti e ai raccordi ferroviari e fu reso inutilizzabile il campo di volo, come confermato anche dai documenti della difesa contraerea pistoiese:
18 gennaio 1944
Pistoia per la 5^ volta incursionata con tre ondate
Allarme dalle 13,20 alle 14,30
Ore 13,26 1° scangiamento (sic) su Pistoia
Ore 13,35 2° scangiamento su Pistoia
Ore 13,37 3° scangiamento su Pistoia, danni ingenti [6].
Alla fine del mese la fabbrica non era più in funzione, come afferma anche il notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del 16 marzo:
lo stabilimento San Giorgio duramente colpito dall’incursione del 18 gennaio è quasi inattivo
e gli operai sono in gran parte addetti allo sgombero delle macerie [7].
Gli effetti del bombardamento furono documentati con una serie di fotografie, scattate anche per essere inviate alla direzione generale dell’azienda a Genova e, nel tempo, sono state riprodotte [8] e edite in diverse pubblicazioni [9].
Quelle qui presentate costituiscono una serie unitaria di immagini scattate a breve distanza di tempo dal bombardamento o al massimo alcuni giorni dopo durante le operazioni di rimozione delle macerie e di verifica dei danni. Le foto sono identiche per dimensione e tipo di carta fotografica, dentellata, usata per la stampa. Gli scatti sono il prodotto di un fotografo esperto impegnato a documentare con esattezza la realtà che ha di fronte agli occhi. Le immagini illustrano lo stato degli edifici fortemente danneggiati con gli operai al lavoro per rimuovere le macerie e i tecnici impegnati nella verifica delle condizioni degli impianti.
Dopo il bombardamento la produzione e gli impianti furono spostati, insieme a tutti gli altri stabilimenti della San Giorgio, per ordine delle autorità tedesche e della Repubblica Sociale Italiana nel nord Italia e nel luglio 1944 lo stabilimento era sostanzialmente abbandonato.
Dopo la liberazione di Pistoia, avvenuta l’8 settembre 1944, i primi operai tornarono al lavoro per rimuovere le macerie, recuperare i materiali, neutralizzare le mine, dissotterrare i macchinari e rimetterli in funzione. Nel corso del 1945 lentamente lo stabilimento riprese a funzionare e produrre e negli anni immediatamente successivi la ricostruzione di capannoni, uffici e raccordi ferroviari fu completata.
Le immagini riportano sul retro a matita una numerazione che sembra fare riferimento ad almeno tre rullini fotografici per cui possiamo ipotizzare che le foto siano più di quelle qui presentate e la ricerca di quelle mancanti può quindi continuare, grazie anche alle segnalazioni che possono pervenire alla rivista.
Le immagini sono state reperite sul mercato antiquario dallo scrivente ad eccezione di quelle comprese tra le pagine 118 e 122 che, pur facendo parte della medesima serie appartengono al collezionista Mario Lucarelli che ne ha permessa la pubblicazione.
[1] Dopo il 18 gennaio furono compiute altre tre incursioni sul tratto collinare della ferrovia Porrettana con i bombardamenti dei viadotti di Piteccio il 28 aprile, di Grazzini il 16 maggio e di San Mommè il 14 giugno. (Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia, University of Lincoln, International Bomber Command Centre Digital Archive, Diario delli allarmi e preallarmi, 31 ago 1943 al 21 feb 1944; Diario allarmi 1944. Dal 22 feb al 20 giu 1944.
[2] Ibidem
[3] Sull’argomento vedi: C.Rosati “Pistoia brucia”. La memoria dei bombardamenti. 1943-1944, “Farestoria”, 1/1985, pp 11-22; A.Cecconi, M.Grasso, Tesori in guerra: L’arte a Pistoia tra salvezza e distruzione, ISRPT, 2017; Cupe Vampe. La guerra aerea a Pistoia e la memoria dei bombardamenti, QF 2013. Inoltre nel 2013 e nel 2018 l’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea ha organizzato un articolato programma di mostre, incontri e manifestazioni in varie parti della città.
[4] Diario degli allarmi, cit.
[5]Le foto aeree scattate dagli aerei alleati il 17 gennaio e il giorno dopo alle 10,40, cioè poche ore prima del bombardamento, mostrano lo stabilimento sostanzialmente intatto mentre quelle effettuate il 15 febbraio evidenziano i danni apportati dall’incursione del 18 gennaio. Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea, Pistoia, Le foto aeree di Pistoia dal Photos Air Library del Dipartimento di Geografia dell’Università di Keele.
[6] Ibidem
[7] Riservato a Mussolini: notiziari giornalieri della Guardia Nazionale Repubblicana: novembre 1943-giugno 1944, documenti dell’Archivio Luigi Micheletti, a cura di Luigi Bonomini [et al.], p. 127.
[8] Alcune sono conservate nell’Archivio delle Officine Meccaniche San Giorgio: Inventario dell’Archivio Storico delle Officine Meccaniche San Giorgio in Pistoia (1907-1971) a cura di Andrea Ottanelli, Serie V, Documentazione Fotografica 1, 1908-1960, Pistoia, Settegiorni Editore 2014, p.135.
[9] A.Ottanelli, La città e la sua fabbrica, in La San Giorgio. Gli albori della grande industria a Pistoia, a cura di Piero Roggi, Pistoia, Gli Ori 2015, pp. 108-118.